
mercoledì 1 giugno 2011
LA COMPETENZA DELLA RAGAGLIA

sabato 12 marzo 2011
RANDI VS MARCATO

Quando cambiano gli schieramenti al vertice cambiano anche i cortigiani.
Non importa poi molto la collocazione politica, le ideologie o i doveri istituzionali, contano gli interessi privati del gruppo culturale d’appartenenza ed è in quest’ottica che và valutato l’attuale conflitto ai vertici dei Servizi Sociali.
Il caso vuole che ambedue sono stati, per un breve periodo, sia miei datori di lavoro che insegnanti durante la specializzazione e benché non abbia avuto rimarchevoli contatti con loro, una mia idea me la sono fatta.
In un ottica “cerchiobottista” ecco le mie opinioni.
Critiche e appunti sull’operato dell’attuale direttore ASSB le ho già espresse in passati post anche se forse in modo generico e soffermandomi più sugli aspetti ideologici, una rinfrescata non fa male.
-La trasformazione dei Servizi Sociali da potenziale ente solidale ad esclusivo ente erogatore (se almeno erogasse in modo congruo ed equo).
-La “deprofessionalizzazione” degli operatori (psicologi, pedagogisti, terapeuti usati come assistenti e assistenti, operatori, usati come manovali e/o controllori) con conseguente svalutazione e deprezzamento del compenso.
-Il malcontento oggettivo ignorato.
-La “psichiatrizzazione” del disagio sociale (come ex direttore dell’Associazione La Strada ha avuto modo di fare “esperienza”, con tutta una serie di danni collaterali a mio parere devastanti sia per il tipo di “mission” portata avanti sia per l’incapacità amministrativa dimostrata).
-L’esperienza Firmian ovvero l’inghippo degli appalti, un delirio.
-La sua attività terapeutica (psicologo) fortunatamente è durata poco.
Veniamo all’attuale assessore comunale per i Servizi Sociali.
Un piccolo appunto: quando Randi era mio insegnate sembrava il Mao tze tung del sociale, ora dalle sue prime apparizioni mi ricorda vagamente Capezzone (ex radicale ora con Berlusca).
-Ha rischiato di far saltare il pranzo di Natale per i poveri, che se ne strafottono delle garanzie future ma ci tengono al pasto quotidiano.
-La lodevole, nelle intenzioni, assegnazione del bar Righi ai sinti, peccato che siano molte le realtà disagiate in A.A. non solo i sinti, con cui per altro l’assessore ha lavorato per un lungo periodo, creando qualche dubbio di corsia preferenziale.
-La proposta di privatizzazione di Villa Europa, le privatizzazioni nel sociale sono una truffa in ogni caso, almeno fino a che ci sarà un unico ente appaltatore.
-Io ricordo mesi fa una lettera sul quotidiano locale in cui alcuni operatori si lamentavano in modo deciso dell’operato del ex direttore Caritas, si parlava di rapporti di lavoro, ci fu anche una smentita, naturalmente interessata.
Se questi sono i prodromi dopo un paio di mesi di incarico “che dio ce ne scampi”.
PS. Seguendo i giornali di questo periodo ho visto alcune affermazioni di certi politici che mi hanno dato l’idea precisa di quanto questi siano lontani dai problemi trattati.
Repetto propone un manager (quello avuto fino ad adesso non è bastato), che ne pensa di Briatore o Verdini o magari Lele Mora?
Spagnolli da piena fiducia a Marcato, ma se la concezione di sostegno sociale del nostro sindaco è quella delle zone di parcheggio colorate o il divieto di fumare nella prossimità delle fermate del autobus o di fare ordinanze anti alcol col Teroldego in mano mi dite che “ci azzecca” questo con i poveri, gli handicappati, gli alcolisti, i tossici, i minori problematici, gli anziani?
Non sanno nemmeno di cosa parlano!
Il cavaliere inesistente
mercoledì 2 febbraio 2011
A proposito di elenchi...

venerdì 31 dicembre 2010
OTZIWORLD

- Quando un rappresentante delle istituzioni si permette di dichiarare che gli inquilini IPES sono dei privilegiati,
- quando lo spazio vitale minimo per un inquilino Ipes è calcolato intorno ai 25/30 metri quadri e loro tutt'al più ci mettono il bagno,
- quando si sopprime un servizio di trasporto pubblico, cioè vostro, così..,
- quando i rappresentanti delle istituzioni si scagliano contro gli abusi alcolici e poi presenziano all'inaugurazione del monumento alla birra,
- quando tra rane crocefisse, ritratti del papa, mercatini di natale e feste danzanti al Museion, Bolzano diventerà capitale europea della cultura,
- quando per decidere sui tagli ai cittadini contribuenti basta qualche giorno mentre per decidere sui tagli ai costi della politica non bastano anni,
- quando la maggior parte del loro stipendio lo pagate voi,
- quando non vogliono più contribuire alle feste di piazza, le vostre,
- quando fanno pagare la festa di piazza, la vostra festa,
- quando c'è stato un buco nel bilancio del Museion,
- quando c'è un buco nel bilancio Caritas,
- quando:"..e il buco chi lo paga" e :"..i corresponsabili dell'ammanco pagano?",
- quando chiudono le scuole pubbliche,
- quando il patentino ignora i diritti costituzionali,
- quando il massacro degli appalti e delle privatizzazioni impoverisce i già poveri,
- quando un professionista della solidarietà rischia di far saltare il pranzo di natale per i poveri,
- quando un altro professionista della solidarietà si "sacrifica" rinunciando al guarda roba nuovo per l'anno a venire, per dare un buon esempio,
- quando ormai fanno quello che vogliono tanto voi non avete voce,
- quando l'arroganza, la presunzione, il piccolo o grande potere hanno il sopravvento,
domenica 31 ottobre 2010
"LA VITA é COME UN FILM"
Questo semplice slogan porta con se alcune verità che, come quasi sempre nel quotidiano, rivelano percorsi ben poco romantici.Direi che è difficile negare un azione recitativa nei nostri rapporti sociali, una considerevole parte di atteggiamenti in cui noi, esseri umani, ci comportiamo come attori spesso costretti ad un ruolo determinato da altri/o.
La logica impone una parte rituale nei rapporti sociali in cui la coscienza della sua necessità supera l'ansia di fingere. Questo probabilmente dovrebbe essere il limite, che appare oramai superato dai processi evolutivi della società del profitto, tanto da spingersi all'opposto.
La finzione, perdendo il suo carattere rituale, ha preso il sopravvento, "le recite" non sono più espressione dell'incontro sociale ma determinanti nella definizione del sè, più uno è bravo a recitare un ruolo nella relazione sociale più è riconosciuto dagli altri attori, al di là di chi siano in realtà.
Nella società dello spettacolo non importa chi tu sia importa ciò che vuoi far credere di essere.
Ne abbiamo ottimi esempi nella politica, nell'economia (arrivismo, marketing, burocrazia), ma anche nella quotidianità dove eccellere, in qualunque campo, compensa altro e permette il riconoscimento dell'io sociale del momento.
Il cavaliere inesistente
giovedì 7 ottobre 2010
ARRIBA ARRIBA ARRIBA

Esistono comportamenti umani nel confronto sociale che trovo veramente spregevoli nella loro assoluta dedizione alle dinamiche social-capitalistiche, uno di questi comportamenti o disturbi (da un punto di vista psicopatologico) è l'arrivismo, atteggiamento facilmente individuabile e particolarmente presente nelle società contemporanee.
L'obbiettivo dell'arrivista è fisso, il percorso è flessibile in un ottica macchiavellica, in cui tutto va bene purchè tendente all'obbiettivo finale che non può essere altro che l'autoaffermazione (anche economica).
L'arrivista se ne "strafotte" del percorso e degli "ostacoli" (vissuti come ostacoli e non come opportunità) che scavalca utilizzando il semplice sistema del "forte con i deboli e debole con i forti".
L'arrivista si adegua incessantemente secondo le convenienze e chiama questa modalità "flessibilità" o "apertura mentale", le convenienze spesso non hanno nulla a che fare con l'attività specifica (campo di lavoro) dell'arrivista.
L'arrivista è una delle emanazioni di maggior efficacia del sistema produttivo, è un consumatore quasi completo. Non solo la materia ma anche il pensiero portante del sistema capitalistico viene consumato e pubblicizzato attraverso un indice di gradimento.
L'arrivista è un modello sociale capitalistico.
BUTTADE
- La mafia è un organizzazione criminale ma è anche un atteggiamento mentale, un modo di intendere i rapporti tra le persone, un modo per mantenere potere e privilegi, un modo che nel nostro "amato" paese ha a che fare con la sua stessa storia culturale. I sistemi organizzati, le corporazioni, le stesse istituzioni fino ad arrivare alle piccole o grandi asssociazioni, i gruppi con interessi comuni, in un certo modo evidenziano un sistema di relazioni basate su forze di potere che tendono in primis a mantenersi e tutelarsi.
- Ammettere l'esistenza di un "disturbo asociale" sottintende l'esistenza di un sociale non disturbato, ammettere l'esistenza di un sistema sociale non disturbato, in atto, potrebbe essere, a questo punto, un disturbo della percezione della realtà. Probabilmente è per questo che oggi mi sento un poco "disturbato".
- Gran parte degli psichiatri sono persone senza memoria, gran parte degli psicanalisti sono persone con una memoria fantasiosa.
- Ma lo siamo o ci fanno?
- Un altro esempio di mutazione dei significati delle nostre parole è quello del sostantivo giustizia, termine particolarmente alla ribalta di questi tempi (vedi riforma della giustizia, etc..). Legge e giustizia sono due cose diverse. Mentre la legge è un insieme di codici di regolamentazione del sociale, la giustizia si riferisce ad un valore condiviso utile ad uno stile di vita in cui di base resta l'eguaglianza degli uomini. La giustizia ha poco a che vedere con la legge, tant'è vero che le leggi possono variare da paese a paese mentre la giustizia (sociale,economica,politica,etc..) assume una valenza (o almeno dovrebbe) universale.
Il cavaliere inesistente
mercoledì 28 luglio 2010
L'UOMO GRIGIO

Dopo le prime tre o quattro frasi smette di guardarmi negli occhi, sicuramente non è uno stupido nel senso più comune del termine, sta già valutando le contro mosse.
Non perde tempo ad ascoltare le mie ragioni, quali che siano.
Non gli interessano.
Sono solo un pelo in un occhio, un fastidio a cui togliere il potenziale, non importa se ciò che dico sia vero o meno, non importa se ciò che riporto abbia valore, importa solo che io smetta di essere un problema.
E’ l’uomo grigio, piccolo, baffetti alla francese, occhi sfuggenti. L’aria insignificante nasconde un potere maturato in anni di attività burocratica, di compromessi motivati da machiavelliche ragioni, di frequentazioni cattoliche simili ad incontri massonici.
Prende tempo, non ha armi per ora.
La funzionalità univoca, l’etichetta gerarchica, l’inamovibilità dettate da un intransigente fede cattolica sono le basi della sua presunzione, l’appartenenza ad una casta di consimili è il suo potere e ne è consapevole.
Finge di ascoltarmi ma capisco che sta solo cercando le falle del mio discorso, gli appigli utili a depotenziarmi, probabilmente pensa che io sia un idiota o una persona di cui preoccuparsi poco ed effettivamente in una delirante e tutta personale scala gerarchica per lui valgo poco.
Ancora una volta intravedo forti similitudini tra la pratica cattolica e i vari fascismi, passati e presenti.
Terminate le mie esternazioni trova una serie di motivi per fissare un nuovo incontro, motivi validi se non fosse che in realtà il suo obbiettivo è molto diverso dalle mie aspettative, d’essere per lo meno compreso.
Anni di sotterfugi, di trucchetti, di menzogne coscienti e non, hanno affinato le sue capacità di manipolare le situazioni e di raggiungere i suoi obbiettivi.
Al nuovo incontro è pronto.
Ribatte su tutto o quasi, l’atteggiamento è infantile ma avendo una grande stima di sé o disistima di me non se ne preoccupa, per cui il leit motiv delle sue esternazioni assomiglia ad una azione di rivalsa di un bimbo durante un litigio con un coetaneo, non avrei provato meraviglia nel sentirlo concludere il suo discorso con un: “Tu sei cacca, culo, merda, gnene, gnene, gnene!!”
E mi chiedo:”Ma sono queste le persone che dovrebbero “guidarci”? Abbiamo veramente bisogno di questi burocrati privi di sensibilità se non quella riguardante la difesa dei loro pari e del loro potere?”
Il cavaliere inesistente
SANGUIGNO

lunedì 5 luglio 2010
Die Nase
C'è stato un giorno in cui Till Eulenspiegel e il Barone di Munchausen si sono trovati.Era buio e freddo nelle campagne bavaresi e solo una piccola osteria era aperta, se ne intravedeva la luce, un lumino da molto lontano.
Il barone stava ancora vagando a cavallo della sua palla di cannone mentre Till sopra uno struzzo bardato a festa si avvicinava all'osteria, l'osteria si chiamava "Die Augen und die Ohren".
Munchausen vide il lumino e dando grandi schiaffi alla palla riuscì a deviarla in modo che cadesse presso la betola.
Till vi era ormai giunto e già corteggiava le figlie dell'oste raccontando incredibili storie sulla guerra ai saraceni.
Till era esile e biondo, Munchausen grande e nero, le figlie dell'oste belle e prosperose, l'oste si faceva chiamare "Das Auge und das Ohr".
Il mattino dopo Till ripartiva sulla palla di cannone volando in compagnia della figlia dell'oste chiamata "das Auge" e il barone di Munchausen riprese il cammino sopra lo struzzo bardato a festa con l'altra figlia chiamata "das Ohr".
L'oste saluta dalla porta e ora si chiama "Die Nase".
Il cavaliere inesistente.