La verità e le regole non esistono, esistono solo le eccezioni
domenica 24 giugno 2012
venerdì 9 marzo 2012
Considerazioni sulla pittura
Le tecniche, nella rappresentazione delle immagini, sono progredite nel tempo tanto che ormai, tra realtà virtuale e tecniche riproduttive sempre più futuristiche, il tentativo d’imitazione della realtà ha abbondantemente superato gli intenti dei grandi pittori del passato rendendoli anacronistici, ne restano i virtuosismi legati ai mezzi e alle possibilità della loro epoca. E’ necessario contestualizzare, ambientare immergendosi in quei tempi per tentare una significazione che vada oltre i confini della tecnica e per comprenderne il valore complessivo. Le teorie estetiche, ancora presenti, legate alla riproduzione fedele della realtà, perdono significato, appaiono sorpassate. Il disegno diventa solo un passaggio (tecnico) per la progettazione dell’immagine finale. Chiudere la pittura in una gabbia di pura esecuzione tecnica è un’evidente forzatura e non soddisfa il bisogno di dare un senso all’espressione artistica. I nuovi manierismi, il neo-neo-classicismo in pittura, se pur portatori di grandi abilità e virtuosismi risultano obsoleti e non rispondono a tutte le domande del “far arte”.
L’espressionismo con le sue estremizzazioni anche più contemporanee continua un conflitto estetico ormai inutile e forse esaurito da tempo, contro la tecnica (che tende a vincere o è sempre un poco più avanti). Partendo dal presupposto che le tecniche artistiche non sono altro che codici di significazione che definiscono e ridefiniscono la realtà in movimento si può definire la pittura un codice di significazione obsoleto? Con la transavanguardia è stato fatto un tentativo di valorizzare la pittura in un momento in cui l’arte figurativa cercava nuove strade, commettendo, a mio parere, l’errore di entrare in una competizione inutile con gli altri linguaggi, entrando anche in logiche di mercato di bassa lega.
La musica credo sia un buon termine di paragone con le arti figurative. La pittura potrebbe essere paragonata nel quadro complessivo, ad una specificità del linguaggio musicale come il Jazz o la musica etnica o il blues, ecc. nel quadro generale della Musica. Pittura come specificità delle Arti figurative. La musica contemporanea con le sue espressioni più commerciali e globalizzate difficilmente troverebbe spazio per l’opera lirica, la musica etnica, ecc.., risulterebbe sgradevole, retrò, indifferente, pesante, arcaica se non come remake o contaminazione, ma immaginandomi in villeggiatura in Africa per un lungo periodo e a contatto con popolazioni poco corrotte dalla civiltà e permeate dalle tradizioni tribali, i suoni dei tamburi e delle percussioni nelle feste possono diventare non solo gradevoli ma anche d’eccellente tecnica e densi di significati. Non un piacere minore o maggiore di quello che potrei provare ascoltando della musica contemporanea (dei nostri tempi), semplicemente diverso.
Credo che pittura e disegno non siano codici obsoleti, anzi li definirei intrinseci nel processo estetico (o di significazione), imprescindibili e leggibili come conoscenze a priori necessarie ad ogni figurazione, quale ne sia la tecnica e specificità espressiva.
Il cavaliere inesistente
giovedì 8 marzo 2012
Val di susa
Seguo in televisione e sui giornali la vicenda "no tav" e tra tutte le informazioni (vere, false o funzionali) che vengono proposte alcune mi portano a tre quesiti:
- Se è vero che economicamente non è più rilevante perchè insistono?
- La costituzione non sancisce la sovranità del popolo e i governi non sono libera espressione dei cittadini?
- A parte l'attuale governo, le persone che insistono per un intervento coatto non sono le stesse che grazie a parenti, amici, conoscenti e colleghi di partito disonesti, finiscono quotidianemente sui giornali grazie a qualche illecito amministrativo e non?
Poi ho pensato e se lo facessero in Val Gardena, in val Sarentino o in val di Fassa che diremmo e gli abitanti del luogo che farebbero? Probabilmente qua grazie alla gestione SVP le compensazioni sarebbero adeguate e le popolazioni meno oppositive e se così non fosse?
Non sono un pacifista ma egualmente stigmatizzo alcune espressioni "violente" del movimento no Tav, in particolare perchè rischiano di diventare terreno fertile per la repressione, disapprovo anche la provocazione fatta dal ragazzo del luogo all'indirizzo del tutore dell'ordine e mandata in onda in questi giorni (con una frequenza sospetta), ma poi resto di stucco venendo a conoscenza che alla guida di alcune cariche delle forze dell'ordine c'è uno degli indagati delle violenze di Genova (g8), a tale proposito circola in questi giorni il film su quei giorni in cui l'illecità di chi ha il compito di difendre la legge risulta evidente quanto quella dei Black Blok. Credo che un poliziotto anti sommossa deve essere preparato alle provocazioni (anche le più aggressive) e non è un eroe se non reagisce alle frasi (anche un poco ridicole) del ragazzo "no Tav", fà solo il suo lavoro. Fà riflettere molto più vedere anziani o madri-casalinghe con il sangue che cola sul viso per i colpi dati dalla polizia che un ragazzo che sfotte un agente.
Tempo fà ad una trasmissione televisiva ho visto l'ex ministro Gelmini che con veemenza si esprimeva verso il movimento no Tav e mi sono detto ma questa signora non è la stessa della gaffe sul Cern, non è la stessa che con i suoi amici ha tentato di far credere agli italiani che Rubi Rubacuore fosse la nipote di Mubarak e che il Bunga Bunga non esistesse? Non è la stessa che ha utilizzato una scuola a pagamento per conseguire la laurea ed è finita a fare il ministro dell'istruzione con i risultati che ben conosciamo?
Ho spento la televisione e mi sono fatto l'ultima domanda:
Hai ancora qualche dubbio sulla vicenda "No Tav"?
Il cavaliere inesistente
domenica 29 gennaio 2012
RAPPRESENTAZIONE BIDIMENSIONALE DEL MIO CODICE GENETICO
Autoritratto genetico.
Su ordinazione si eseguono ritratti del codice genetico, anche per gruppi (famiglie, amici, giovani sposi e quant'altro..).
Il cavaliere inesistente
TRANSFORMER
Prima la beffa poi il danno.
Siamo allo stato di polizia, l'ultima ratio a difesa degli interessi della classe dirigente.
Continuano a colpire con indifferenza, crudeltà e assoluta disumanità le fasce di reddito più basse (ritenere i taxisti, i camionisti e i pescatori dei privilegiati è un delirio, chiunque con un reddito è privilegiato a confronto con la povertà, come già ho detto nel post precedente togliere 1 a chi ha 0 o 1 non è lo stesso che togliere 1 a chi ha 10, 100 o 1000), in un inevitabile catena consequenziale portano i piu deboli, emarginati, malati, portatori di handicap, anziani, tossicomani, profughi a vivere vere e proprie tragedie.
Invece di colpire le vere categorie causa di questa crisi, loro stessi, i loro complici e compagni di merende, si accaniscono con durezza contro chi non ha nessun potere di combattere la loro volontà tirannica di proteggere i privilegi (quelli veri) accumulati nel tempo.
Un membro dell'attuale governo che dichiara che chi non si laurea a 28 anni è uno "sfigato" oltre a mostrare di non avere nessun contatto con la realtà che pretende di governare, rivela un atteggiamento discriminatorio con giudizi di valore assoluto e offensivo (nazismo, amici, questo non è altro che nazismo), questo è lo spirito che attraversa questo governo, ci sono gli "sfigati" e i "fighi" e gli sfigati meritano ciò che succede e succederà.
Hanno massacrato i pensionati futuri e passati, hanno iniziato a massacrare le categorie dal reddito medio-basso, hanno sguinzagliato Equitalia anche contro chi sopravvive con 1000/1500 euro al mese e non riesce piu a pagare bollette e cambiali. Calpestano vecchi, malati e handicappati (non potendo piu metterli nei forni li fanno morire di miseria), attaccano chi manifesta contro (no Tav, camionisti, pescatori, pastori, operai) forzando e arrestando.
L'equità di Monti suona ormai come "il milione di posti di lavoro" di Silvio Berlusconi e gli sono cresciuti degli strani baffetti....
Il cavaliere inesistente
MARIO MONTI E LA GRANDE MANOVRA
Questa non è una manovra finanziaria, è una vera e propria agressione, un attacco alle fasce di reddito medio-basse. L'equità è una farsa.
Le lacrime ed il sangue saranno quelle di chi già le versa quotidianamente, i pensionati, gli stipendiati di medio basso livello, ma sopratutto le fasce più deboli, emarginati, già poveri, disabili, etc..
Una manovra che attraverso i suoi proponenti dichiara di pretendere sacrifici da tutti, tutelando in realtà gli interessi della categoria di appartenenza (piccoli e grandi capitalisti, banchieri, riccastri, etc..), la classe dirigente.
Ormai è evidente l'intento di salvaguardare la stabilità economica dei referenti di questi governanti, e così si fanno aumentare i profitti degli istituti bancari con l'imposizione di un conto corrente a chi ancora non lo ha o con la riduzione di alcune tassazioni legate a determinate operazioni finanziarie per le banche ma ferme se non adirittura aumentate quelle per i correntisti sia che abbiano un reddito da 500 o 5000 euro.
Tale manovra non incide sui costi e privilegi della politica se non con misure propagandistiche, rivelando una natura politico-economica.
Una manovra che finge di aggredire fiscalmente i capitali rientrati dall'estero grazie agli ultimi condoni, fumo negli occhi.
Una manovra che si arrende ancor prima di combattere la guerra ai grandi evasori fiscali che si annidano nelle società partecipate, nelle istituzioni stesse (appalti, corsie preferenziali, inciuci,etc..) e nel mondo della finanza.
Una manovra senza crescita e sviluppo, le liberalizzazioni vanno gestite con metodo ed intelligenza altrimenti sono un ulteriore danno, come si è verificato nei trasporti, nei servizi postali e nei servizi al cittadino, alla persona.
Una manovra che tutela i già ricchi (il ricco per eccellenza Silvio B.) grazie all'assurdità delle frequenze televisive regalate (se regolarmente messe all'asta avrebbero fruttato molti soldi utili a combattere l'attuale crisi). Una manovra che non prevede contrattazione con le parti sociali (lavoratori, operai, pensionati, piccoli imprenditori) con un atteggiamento determinato che invece non mostra con politici, banchieri, holding finanziarie, chiesa cattolica, etc..
Una manovra che promette di voler togliere a tutti un poco, senza considerare minimamente che togliere 1 a chi ha 1 o 2 (o 0) è molto differente che togliere 1 a chi ha 5 o 10 o 1000.
Questa manovra è l'ennesima sopraffazione dei potenti sui deboli, un ingiustizia sociale ancor più grave per la maschera di equità con cui viene proposta-imposta.
Non basta continuare con le vessazioni ma continuano anche a prenderci in giro come fossimo capre ignoranti, popolo bue, numeri per tabelle statistiche o carne da macello!
Il cavaliere inesistente
venerdì 9 settembre 2011
L'ARTE E' MERDA II

Il valore delle cose II
Un aspetto particolare caratterizza l'arte contemporanea e la cultura in genere, l'accessibilità. L'arte che "conta", secondo giudizi sempre meno comprensibili, è culturalmente ed economicamente sempre piu elitaria e dato che economia e potere percorrono la stessa via, sempre piu prevaricatrice. La distanza tra molte opere contemporanee e la "gente comune" è enorme. In alcune fasce della popolazione, dell'arte contemporanea se ne ignora persino l'esistenza (qui si apre il tema delle responsabilità personali e appunto le possibilità di accedere a certi spazi ed opportunità). Per molti non solo l'arte contemporanea ma l'arte in genere è inutile e/o superflua o incomprensibile a priori.
I sistemi capitalistici basati su profitto e mantenimento dello status si compongono di figure utili allo scopo di autotutelarsi, quali: manager, politici, certi intellettuali, figure istituzionali, dirigenti pubblici, industriali, imprenditori, capi, sottocapi, caporali che per la maggior parte ricoprono tali ruoli non tanto per comprovate capacità o competenze specifiche (che garantirebbero tra l'altro qualità maggiore) ma per comprovato allineamento all'obbiettivo reale di chi in tali posti li ha messi. Raccomandazioni, spinte, concorsi guidati, esclusioni sospette, diplomi e lauree comprati legalmente, una scuola pubblica indottrinante e maltrattata collaborano ad escludere la maggior parte delle fasce economicamente piu deboli ad un mondo di opportunità e spazi. La cultura diventa la loro cultura a cui la massa accede per gentile concessione, il bisogno di riconoscersi in uno specifico contesto culturale viene mistificato proponendo una cultura calata dall'alto (inteso come luogo fisico) a cui bisogna allinearsi (per essere di moda!). Se ancora esiste un arte (cultura) più espressamente popolare viene subito fagocitata, masticata e risputata con un altro aspetto (a mio parere la Pop art ne è stato un triste esempio) o addirittura criminalizzata (wrighter ed "imbrattatori vari"), così privata del suo valore identificativo, attraverso tali contaminazioni diventa estranea a molti e un buon affare per altri.
A proposito di buoni affari 2,6 milioni di euro al Museion per le prossime programmazioni! Pagano la Ragaglia e poi ogni anno pagano un altro curatore per allestire degli interventi di valore! Ma allora questa che ci fà lì? E i tagli agli sprechi e una condizione fallimentare fin dalla sua inaugurazione? E i tagli al sociale?
Facciamoci la nostra cultura!!
Il cavaliere inesistente
venerdì 26 agosto 2011
L'ARTE E' MERDA
Il valore delle cose
L'arte è merda, Piero Manzoni l'ha anche venduta anticipando con la sua performance ciò che oggi è diventata una modalità consueta e predominante.

L'esperienza estetica legata ai sensi (appunto) si misura con la confezione, una scatoletta d'uso comune, un etichetta semplice e scarna, senza immagini se non le parole che descrivono sommariamente il prodotto. Le parole richiamano anche un altra possibile lettura estetica che sospende e relativizza il valore sensoriale per determinarne un altro più complesso o semplicemente piu articolato. Il contenuto supposto della scatoletta cambia il valore dell'opera o meglio cambia la lettura estetica dell'opera. La merda da un nuovo valore all'oggetto, un valore infine artistico. Il nuovo valore non è legato prioristicamente ne all'aspetto ne al contenuto (significato) dell'opera (la merda) ma al processo mentale che ne scaturisce. La provocazione, lo scandalo, lo shock (per alcuni) sono gli strumenti che innescano il processo. Per allora, forse, un idea geniale come in passato lo furono altre con opere di rottura (Van Gogh, Picasso, Duchamp) di grande valore culturale che hanno cambiato, non da sole naturalmente, il modo di "vedere" le cose. Oggi la provocazione, che personalmente non ritengo strumento prevalente ma occasionalmente rilevante, è diventata un ottimo modo per pubblicizzare l'oggetto da vendere e determinarne il costo sul mercato. Ma quando LA SCATOLETTA DI MERDA è diventata una scatoletta di merda o viceversa quando la scatoletta di merda è diventata una SCATOLETTA DI MERDA? Quando la merda viene venduta ed entra nel mercato. L'imprescindibilità della cultura nella vita dell'uomo rende la stessa un buon mezzo per creare profitti e cosi musica, letteratura, arte figurativa o dell'immagine, poesia, idee, filosofie,etc..valgono sopratutto per il loro prezzo.
Quanto costa realmente una scatoletta di merda? Quanto costa realmente un orinale? Quanto costano realmente dei fantocci di bimbi impiccati ad un albero? Quanto costa realmente una rana in legno crocefissa? Quanto costa realmente un paesaggio dolomitico ad olio? Quanto costa realmente il ritratto del papa? Quanto costa realmente un installazione o una performance?
Il mercato nella sua costante ricerca di profitto ha invaso lo spazio culturale e creativo delle persone, sfruttando e/o guidando (con l'aiuto degli indici di gradimento e la moda) il gusto. La cultura in quanto business diventa importante e i prezzi salgono perchè bisogna guadagnarci: "Senò a cazzo serve la cultura?" direbbero gli attuali governanti. Anche la particolare attenzione, da parte del centro sinistra, al mondo culturale è quantomeno sospetta, sopratutto in particolari soggetti che con alcune specificità della cultura hanno ben poco a che fare.
Così si assiste a paradossi, incongruenze, eccessi che lasciano a bocca aperta, opere dai prezzi spropositati, tendenze sopravalutate, compensi ingiustificabili nell'ambiente (curatori, galleristi, direttori di musei, critici e artisti arrivisti), finanziamenti "curiosi",speculazioni, etc..
Il cavaliere inesistente
L'arte è merda, Piero Manzoni l'ha anche venduta anticipando con la sua performance ciò che oggi è diventata una modalità consueta e predominante.

L'esperienza estetica legata ai sensi (appunto) si misura con la confezione, una scatoletta d'uso comune, un etichetta semplice e scarna, senza immagini se non le parole che descrivono sommariamente il prodotto. Le parole richiamano anche un altra possibile lettura estetica che sospende e relativizza il valore sensoriale per determinarne un altro più complesso o semplicemente piu articolato. Il contenuto supposto della scatoletta cambia il valore dell'opera o meglio cambia la lettura estetica dell'opera. La merda da un nuovo valore all'oggetto, un valore infine artistico. Il nuovo valore non è legato prioristicamente ne all'aspetto ne al contenuto (significato) dell'opera (la merda) ma al processo mentale che ne scaturisce. La provocazione, lo scandalo, lo shock (per alcuni) sono gli strumenti che innescano il processo. Per allora, forse, un idea geniale come in passato lo furono altre con opere di rottura (Van Gogh, Picasso, Duchamp) di grande valore culturale che hanno cambiato, non da sole naturalmente, il modo di "vedere" le cose. Oggi la provocazione, che personalmente non ritengo strumento prevalente ma occasionalmente rilevante, è diventata un ottimo modo per pubblicizzare l'oggetto da vendere e determinarne il costo sul mercato. Ma quando LA SCATOLETTA DI MERDA è diventata una scatoletta di merda o viceversa quando la scatoletta di merda è diventata una SCATOLETTA DI MERDA? Quando la merda viene venduta ed entra nel mercato. L'imprescindibilità della cultura nella vita dell'uomo rende la stessa un buon mezzo per creare profitti e cosi musica, letteratura, arte figurativa o dell'immagine, poesia, idee, filosofie,etc..valgono sopratutto per il loro prezzo.
Quanto costa realmente una scatoletta di merda? Quanto costa realmente un orinale? Quanto costano realmente dei fantocci di bimbi impiccati ad un albero? Quanto costa realmente una rana in legno crocefissa? Quanto costa realmente un paesaggio dolomitico ad olio? Quanto costa realmente il ritratto del papa? Quanto costa realmente un installazione o una performance?
Il mercato nella sua costante ricerca di profitto ha invaso lo spazio culturale e creativo delle persone, sfruttando e/o guidando (con l'aiuto degli indici di gradimento e la moda) il gusto. La cultura in quanto business diventa importante e i prezzi salgono perchè bisogna guadagnarci: "Senò a cazzo serve la cultura?" direbbero gli attuali governanti. Anche la particolare attenzione, da parte del centro sinistra, al mondo culturale è quantomeno sospetta, sopratutto in particolari soggetti che con alcune specificità della cultura hanno ben poco a che fare.
Così si assiste a paradossi, incongruenze, eccessi che lasciano a bocca aperta, opere dai prezzi spropositati, tendenze sopravalutate, compensi ingiustificabili nell'ambiente (curatori, galleristi, direttori di musei, critici e artisti arrivisti), finanziamenti "curiosi",speculazioni, etc..
Il cavaliere inesistente
venerdì 15 luglio 2011
NO TAV

Credo che di base sia la volontà del cittadino o meglio della maggioranza dei cittadini, in fondo lo stato dovrebbe essere espressione della volontà delle persone che lo compongono, se tali persone si rivelano in maggioranza nell'esprimere un opinione, ritengo vada rispettata.
Se i locali in maggioranza non vogliono la Tav e ritengono di non volere usufruire dei presunti vantaggi economici derivanti, tale volontà va accettata.
Se gli interessi del paese sono valutati prevalenti è necessario dimostrare dei reali benefici conseguenti a tale progetto, benefici misurabili e prevedibili con riscontri sul benessere personale di ogni (e sottolineo ogni) cittadino.
Questa non è utopia, è organizzazione, impegno, volontà, rispetto, confronto, metodo, etc.., insomma democrazia.
Il cavaliere inesistente
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