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Italian Bloggers

lunedì 23 luglio 2012




Giorgio Napolitano

Chi è il nostro presidente della repubblica? Che storia ha? Da dove viene? 
Date le recenti polemiche forse è il caso di vedere un pò chi è stato scelto per continuare a preservare i privilegi della casta, chi se non uno che è stato parte integrante nella costruzione di tale meccanismo autoreferenziale. Oltre al suo costante coinvolgimento nelle dinamiche poco o mai trasparenti di questi anni di finta democrazia, ciò che mi salta agli occhi e la sua vicinanza nel tempo alle ideologie totalizzanti, prima il fascismo e poi il comunismo, prendendone le distanze quando la convenienza lo guidava, la differenza tra evoluzione del pensiero e una bandiera al vento delle convenienze è difficile da stabilire, ma i risultati della sua “crescita” sono ora sotto gli occhi di tutti.

(Per ragioni di spazio ho sintetizzato la sua storia). Da Wikipedia:
Durante gli anni dell'università, fa parte del GUF, il gruppo universitario fascista, collaborando con il settimanale IX maggioNel 1945 Napolitano aderisce al Partito Comunista Italiano, di cui è segretario federale a Napoli e Caserta.
si consuma da parte dell'URSS la repressione dei moti ungheresi, che la dirigenza del PCI condannerà come controrivoluzionari (l'Unità arriva persino a definire gli operai insorti "teppisti" e "spregevoli provocatori"). Nel momento stesso degli eventi, egli stesso elogia l'intervento sovietico dichiarando: «L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo»[3]. Napolitano si considererà sempre un allievo - dichiarando che «la mia storia» non è «rimasta eguale al punto di partenza, ma» è «passata attraverso decisive evoluzioni della realtà internazionale e nazionale e attraverso personali, profonde, dichiarate revisioni»[6]. Nel periodo della solidarietà nazionale (1976-79) è portavoce del PCI nei rapporti con il governo Andreotti, sui temi dell'economia e del sindacato. Napolitano è stato uno degli esponenti storici della corrente della "destra" del PCI Napolitano inoltre si adopera per tenere aperta la possibilità di un confronto e di una possibile convergenza con il PSI. In quegli anni all'interno del PCI prevale, in politica estera, la linea di Napolitano di "piena e leale" solidarietà agli USA e alla NATO. Henry Kissinger dichiarò in seguito che Napolitano era il suo Comunista preferito Nel luglio del 1989 è Ministro degli Esteri nel governo ombra del PCI, da cui si dimette all'indomani del congresso di Rimini, in cui si dichiara favorevole alla trasformazione in Partito Democratico della Sinistra. Il 2 febbraio 1993 all'ingresso posteriore di palazzo Montecitorio si presentò un ufficiale della Guardia di finanza con un ordine di esibizione di atti: esso si riferiva agli originali dei bilanci dei partiti politici (peraltro pubblicati anche in Gazzetta Ufficiale), evidentemente utili al magistrato procedente (Gherardo Colombo, della Procura di Milano) per verificare se talune contribuzioni a politici inquisiti fossero state dichiarate a bilancio, secondo le prescrizioni della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Il Segretario generale della Camera, su istruzioni del Presidente, oppose all'ufficiale l'immunità di sede, la garanzia delle Camere per cui la forza pubblica non vi può accedere se non su autorizzazione del loro Presidente. Nei giorni successivi tutti i partiti politici e tutti i principali organi di stampa sostennero la scelta del presidente Napolitano. Nel processo Cusani, il 17 dicembre 1993, Craxi affermò: "Come credere che il presidente della Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli Esteri del Pci e aveva rapporti con tutta la nomenklatura comunista dell'Est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico che avveniva sotto di lui, tra i vari rappresentanti e amministratori del Pci e i paesi dell'Est? Non se n'è mai accorto?Secondo la sentenza sulle tangenti per la metropolitana di Milano Luigi Miyno Carnevale si occupava di ritirare la quota spettante al partito comunista e di girarle, in particolare, alla cosiddetta "corrente migliorista" che "a livello nazionale", "fa capo a Giorgio Napolitano “Mentre ricopre tale incarico, è molto criticato per non aver attuato una tempestiva e adeguata sorveglianza su Licio Gelli, fuggito all'estero (dopo essere evaso dal carcere già nel 1983) il 28 aprile 1998, il giorno stesso della divulgazione della sentenza definitiva di condanna per depistaggio e strage da parte della Cassazione. Per questi fatti il direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais ne chiede le dimissioni” In occasione della promulgazione del cosiddetto Scudo fiscale, l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro ha nuovamente criticato Napolitano per aver firmato senza rinvio una legge accusata da molti economisti di essere un mezzo per riciclare legalmente denaro sporco. Di Pietro ha definito la firma "un atto di viltà".[28 • Qualche settimana prima delle elezioni regionali italiane del 2010, a seguito dell'esclusione delle liste PDL in Lazio e Lombardia, Napolitano ha firmato nottetempo[senza fonte] il decreto legge del governo per la riammissione delle liste escluse. Per questa scelta Di Pietro ha dichiarato di valutare una richiesta di impeachment.[29]
• Nell'aprile del 2010 Giorgio Napolitano promulga con la propria firma la legge sul legittimo impedimento del premier e dei ministri, mentre i pm di Milano si dicono pronti a ricorrere alla Consulta per sollevare eccezione di incostituzionalità.[30] Nel gennaio 2011 la corte ha ritenuto la legge in parte incostituzionale.
• Altre promulgazioni criticate e discusse hanno riguardato il decreto Mastella per distruggere i dossier della security Telecom, l'ordinamento giudiziario Mastella-Castelli, la legge salva-Pollari, la norma della legge finanziaria che ha raddoppiato l'Imposta sul valore aggiunto a Sky, i due pacchetti sicurezza Maroni accusati di contenere norme anti-rom e anti-immigrat

L’impeachment per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Lo chiede Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato dalla mafia, in un’intervista pubblicata oggi su www.micromega.net. “E’ sconvolgente – dice Salvatore Borsellino – che al Quirinale si dia ascolto a chi come Mancino cerca di frenare quei magistrati coraggio che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia. Parlare addirittura di avocazione odi accorpamento delle indagini significa una cosa sola: si vuole fermare il lavoro della Procura di Palermo, che più di altri è andata avanti sulla linea della trattativa. Che questo avvenga dalla più alta carica dello Stato è una cosa estremamente grave e non può che portare a una sola conseguenza: l’ipotesi di impeachment per il Presidente della Repubblica”. “Fino a quando non sarà cancellato il peccato originale di una Seconda Repubblica fondata sulle stragi del ’92 e ’93 – aggiunge – l’Italia non potrà mai dirsi un paese democratico e civile”.
E al capo dello Stato, che ieri aveva parlato di “insinuazioni e sospetti fondati sul nulla”, replica: “Di complotto non si tratta, ma di impedimenti al lavoro della giustizia. Mi pare la reazione scomposta di chi sa di avere delle cose da nascondere e quindi tenta di chiamare a raccolta le altre forze istituzionali perché si stringano. Che alla fine è quello che è successo, a parte la voce isolata di Di Pietro. Tutti i membri della Casta hanno parlato di attacco alle istituzioni, attacco al presidente della Repubblica. Prima di parlare di attacco bisogna parlare alla verità e alla giustizia. In molti Paesi si è arrivati all’impeachment per molto meno”. E aggiunge: “Evidentemente la verità è sconvolgente, ma proprio per questo è necessario che venga alla luce”. 
Cosa direbbe, chiede Micromega, Borsellino a Napolitano, ne avesse la possibilità? “Gli chiederei come mai da 4 anni, quando il 19 luglio il mio movimento delle Agende rosse va in via D’Amelio per chiedere giustizia e verità, nessuna istituzione si presenta più in via D’Amelio, perché si sceglie di commemorare con una furtiva trasferta in Via D’Amelio il 23 maggio per porre una corona di Stato e poi nel momento in cui una giornalista del Fatto, Sandra Amurri, chiede al portavoce del presidente della Repubblica se parteciperà il 19 luglio, le viene risposto ‘Perché, cosa c’è il 19 luglio?’. Di cos’hanno paura? Non so se hanno paura della verità, di un’agenda rossa, forse perché rappresenta simbolo ricerca giustizia e verità”. 
“A Napolitano – conclude Salvatore Borsellino – chiederei come si può a fronte di certe cose sicuramente venute alla luce, cioè il tentativo di fermare l’operato dei giudici di Palermo, come si può poi parlare di complotto nei confronti del capo dello Stato. Se un complotto c’è, è da parte di chi vuole fermare la strada della giustizia. Per fortuna che in questo caso il procuratore nazionale antimafia ha ritenuto di non dare corso a certe richieste che sicuramente gli sono state avanzate, visto che giustamente ha dato una risposta scritta in modo che rimanesse traccia di queste sollecitazioni nei suoi confronti.

Ecco signori, lui è il garante dei nostri diritti!

Il cavaliere inesistente

domenica 24 giugno 2012

La scienza del particolare
La verità e le regole non esistono, esistono solo le eccezioni 





venerdì 9 marzo 2012

EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Considerazioni sulla pittura


Le tecniche, nella rappresentazione delle immagini, sono progredite nel tempo tanto che ormai, tra realtà virtuale e tecniche riproduttive sempre più futuristiche, il tentativo d’imitazione della realtà ha abbondantemente superato gli intenti dei grandi pittori del passato rendendoli anacronistici, ne restano i virtuosismi legati ai mezzi e alle possibilità della loro epoca. E’ necessario contestualizzare, ambientare immergendosi in quei tempi per tentare una significazione che vada oltre i confini della tecnica e per comprenderne il valore complessivo. Le teorie estetiche, ancora presenti, legate alla riproduzione fedele della realtà, perdono significato, appaiono sorpassate. Il disegno diventa solo un passaggio (tecnico) per la progettazione dell’immagine finale. Chiudere la pittura in una gabbia di pura esecuzione tecnica è un’evidente forzatura e non soddisfa il bisogno di dare un senso all’espressione artistica. I nuovi manierismi, il neo-neo-classicismo in pittura, se pur portatori di grandi abilità e virtuosismi risultano obsoleti e non rispondono a tutte le domande del “far arte”.

L’espressionismo con le sue estremizzazioni anche più contemporanee continua un conflitto estetico ormai inutile e forse esaurito da tempo, contro la tecnica (che tende a vincere o è sempre un poco più avanti). Partendo dal presupposto che le tecniche artistiche non sono altro che codici di significazione che definiscono e ridefiniscono la realtà in movimento si può definire la pittura un codice di significazione obsoleto? Con la transavanguardia è stato fatto un tentativo di valorizzare la pittura in un momento in cui l’arte figurativa cercava nuove strade, commettendo, a mio parere, l’errore di entrare in una competizione inutile con gli altri linguaggi, entrando anche in logiche di mercato di bassa lega.

La musica credo sia un buon termine di paragone con le arti figurative. La pittura potrebbe essere paragonata nel quadro complessivo, ad una specificità del linguaggio musicale come il Jazz o la musica etnica o il blues, ecc. nel quadro generale della Musica. Pittura come specificità delle Arti figurative. La musica contemporanea con le sue espressioni più commerciali e globalizzate difficilmente troverebbe spazio per l’opera lirica, la musica etnica, ecc.., risulterebbe sgradevole, retrò, indifferente, pesante, arcaica se non come remake o contaminazione, ma immaginandomi in villeggiatura in Africa per un lungo periodo e a contatto con popolazioni poco corrotte dalla civiltà e permeate dalle tradizioni tribali, i suoni dei tamburi e delle percussioni nelle feste possono diventare non solo gradevoli ma anche d’eccellente tecnica e densi di significati. Non un piacere minore o maggiore di quello che potrei provare ascoltando della musica contemporanea (dei nostri tempi), semplicemente diverso.

Credo che pittura e disegno non siano codici obsoleti, anzi li definirei intrinseci nel processo estetico (o di significazione), imprescindibili e leggibili come conoscenze a priori necessarie ad ogni figurazione, quale ne sia la tecnica e specificità espressiva.



Il cavaliere inesistente

giovedì 8 marzo 2012

Val di susa





Seguo in televisione e sui giornali la vicenda "no tav" e tra tutte le informazioni (vere, false o funzionali) che vengono proposte alcune mi portano a tre quesiti:
  • Se è vero che economicamente non è più rilevante perchè insistono?
  • La costituzione non sancisce la sovranità del popolo e i governi non sono libera espressione dei cittadini?
  • A parte l'attuale governo, le persone che insistono per un intervento coatto non sono le stesse che grazie a parenti, amici, conoscenti e colleghi di partito disonesti, finiscono quotidianemente sui giornali grazie a qualche illecito amministrativo e non?
Sono domande retoriche naturalmente..
Poi ho pensato e se lo facessero in Val Gardena, in val Sarentino o in val di Fassa che diremmo e gli abitanti del luogo che farebbero? Probabilmente qua grazie alla gestione SVP le compensazioni sarebbero adeguate e le popolazioni meno oppositive e se così non fosse?

Non sono un pacifista ma egualmente stigmatizzo alcune espressioni "violente" del movimento no Tav, in particolare perchè rischiano di diventare terreno fertile per la repressione, disapprovo anche la provocazione fatta dal ragazzo del luogo all'indirizzo del tutore dell'ordine e mandata in onda in questi giorni (con una frequenza sospetta), ma poi resto di stucco venendo a conoscenza che alla guida di alcune cariche delle forze dell'ordine c'è uno degli indagati delle violenze di Genova (g8), a tale proposito circola in questi giorni il film su quei giorni in cui l'illecità di chi ha il compito di difendre la legge risulta evidente quanto quella dei Black Blok. Credo che un poliziotto anti sommossa deve essere preparato alle provocazioni (anche le più aggressive) e non è un eroe se non reagisce alle frasi (anche un poco ridicole) del ragazzo "no Tav", fà solo il suo lavoro. Fà riflettere molto più vedere anziani o madri-casalinghe con il sangue che cola sul viso per i colpi dati dalla polizia che un ragazzo che sfotte un agente.

Tempo fà ad una trasmissione televisiva ho visto l'ex ministro Gelmini che con veemenza si esprimeva verso il movimento no Tav e mi sono detto ma questa signora non è la stessa della gaffe sul Cern, non è la stessa che con i suoi amici ha tentato di far credere agli italiani che Rubi Rubacuore fosse la nipote di Mubarak e che il Bunga Bunga non esistesse? Non è la stessa che ha utilizzato una scuola a pagamento per conseguire la laurea ed è finita a fare il ministro dell'istruzione con i risultati che ben conosciamo?
Ho spento la televisione e mi sono fatto l'ultima domanda:
Hai ancora qualche dubbio sulla vicenda "No Tav"?

Il cavaliere inesistente

domenica 29 gennaio 2012

RAPPRESENTAZIONE BIDIMENSIONALE DEL MIO CODICE GENETICO


Autoritratto genetico.
Su ordinazione si eseguono ritratti del codice genetico, anche per gruppi (famiglie, amici, giovani sposi e quant'altro..).


Il cavaliere inesistente

TRANSFORMER


Prima la beffa poi il danno.
Siamo allo stato di polizia, l'ultima ratio a difesa degli interessi della classe dirigente.
Continuano a colpire con indifferenza, crudeltà e assoluta disumanità le fasce di reddito più basse (ritenere i taxisti, i camionisti e i pescatori dei privilegiati è un delirio, chiunque con un reddito è privilegiato a confronto con la povertà, come già ho detto nel post precedente togliere 1 a chi ha 0 o 1 non è lo stesso che togliere 1 a chi ha 10, 100 o 1000), in un inevitabile catena consequenziale portano i piu deboli, emarginati, malati, portatori di handicap, anziani, tossicomani, profughi a vivere vere e proprie tragedie.
Invece di colpire le vere categorie causa di questa crisi, loro stessi, i loro complici e compagni di merende, si accaniscono con durezza contro chi non ha nessun potere di combattere la loro volontà tirannica di proteggere i privilegi (quelli veri) accumulati nel tempo.
Un membro dell'attuale governo che dichiara che chi non si laurea a 28 anni è uno "sfigato" oltre a mostrare di non avere nessun contatto con la realtà che pretende di governare, rivela un atteggiamento discriminatorio con giudizi di valore assoluto e offensivo (nazismo, amici, questo non è altro che nazismo), questo è lo spirito che attraversa questo governo, ci sono gli "sfigati" e i "fighi" e gli sfigati meritano ciò che succede e succederà.
Hanno massacrato i pensionati futuri e passati, hanno iniziato a massacrare le categorie dal reddito medio-basso, hanno sguinzagliato Equitalia anche contro chi sopravvive con 1000/1500 euro al mese e non riesce piu a pagare bollette e cambiali. Calpestano vecchi, malati e handicappati (non potendo piu metterli nei forni li fanno morire di miseria), attaccano chi manifesta contro (no Tav, camionisti, pescatori, pastori, operai) forzando e arrestando.
L'equità di Monti suona ormai come "il milione di posti di lavoro" di Silvio Berlusconi e gli sono cresciuti degli strani baffetti....

Il cavaliere inesistente

MARIO MONTI E LA GRANDE MANOVRA


Questa non è una manovra finanziaria, è una vera e propria agressione, un attacco alle fasce di reddito medio-basse. L'equità è una farsa.
Le lacrime ed il sangue saranno quelle di chi già le versa quotidianamente, i pensionati, gli stipendiati di medio basso livello, ma sopratutto le fasce più deboli, emarginati, già poveri, disabili, etc..
Una manovra che attraverso i suoi proponenti dichiara di pretendere sacrifici da tutti, tutelando in realtà gli interessi della categoria di appartenenza (piccoli e grandi capitalisti, banchieri, riccastri, etc..), la classe dirigente.
Ormai è evidente l'intento di salvaguardare la stabilità economica dei referenti di questi governanti, e così si fanno aumentare i profitti degli istituti bancari con l'imposizione di un conto corrente a chi ancora non lo ha o con la riduzione di alcune tassazioni legate a determinate operazioni finanziarie per le banche ma ferme se non adirittura aumentate quelle per i correntisti sia che abbiano un reddito da 500 o 5000 euro.
Tale manovra non incide sui costi e privilegi della politica se non con misure propagandistiche, rivelando una natura politico-economica.
Una manovra che finge di aggredire fiscalmente i capitali rientrati dall'estero grazie agli ultimi condoni, fumo negli occhi.
Una manovra che si arrende ancor prima di combattere la guerra ai grandi evasori fiscali che si annidano nelle società partecipate, nelle istituzioni stesse (appalti, corsie preferenziali, inciuci,etc..) e nel mondo della finanza.
Una manovra senza crescita e sviluppo, le liberalizzazioni vanno gestite con metodo ed intelligenza altrimenti sono un ulteriore danno, come si è verificato nei trasporti, nei servizi postali e nei servizi al cittadino, alla persona.
Una manovra che tutela i già ricchi (il ricco per eccellenza Silvio B.) grazie all'assurdità delle frequenze televisive regalate (se regolarmente messe all'asta avrebbero fruttato molti soldi utili a combattere l'attuale crisi). Una manovra che non prevede contrattazione con le parti sociali (lavoratori, operai, pensionati, piccoli imprenditori) con un atteggiamento determinato che invece non mostra con politici, banchieri, holding finanziarie, chiesa cattolica, etc..
Una manovra che promette di voler togliere a tutti un poco, senza considerare minimamente che togliere 1 a chi ha 1 o 2 (o 0) è molto differente che togliere 1 a chi ha 5 o 10 o 1000.
Questa manovra è l'ennesima sopraffazione dei potenti sui deboli, un ingiustizia sociale ancor più grave per la maschera di equità con cui viene proposta-imposta.
Non basta continuare con le vessazioni ma continuano anche a prenderci in giro come fossimo capre ignoranti, popolo bue, numeri per tabelle statistiche o carne da macello!

Il cavaliere inesistente

venerdì 9 settembre 2011

L'ARTE E' MERDA II



Il valore delle cose II



















Un aspetto particolare caratterizza l'arte contemporanea e la cultura in genere, l'accessibilità. L'arte che "conta", secondo giudizi sempre meno comprensibili, è culturalmente ed economicamente sempre piu elitaria e dato che economia e potere percorrono la stessa via, sempre piu prevaricatrice. La distanza tra molte opere contemporanee e la "gente comune" è enorme. In alcune fasce della popolazione, dell'arte contemporanea se ne ignora persino l'esistenza (qui si apre il tema delle responsabilità personali e appunto le possibilità di accedere a certi spazi ed opportunità). Per molti non solo l'arte contemporanea ma l'arte in genere è inutile e/o superflua o incomprensibile a priori.

I sistemi capitalistici basati su profitto e mantenimento dello status si compongono di figure utili allo scopo di autotutelarsi, quali: manager, politici, certi intellettuali, figure istituzionali, dirigenti pubblici, industriali, imprenditori, capi, sottocapi, caporali che per la maggior parte ricoprono tali ruoli non tanto per comprovate capacità o competenze specifiche (che garantirebbero tra l'altro qualità maggiore) ma per comprovato allineamento all'obbiettivo reale di chi in tali posti li ha messi. Raccomandazioni, spinte, concorsi guidati, esclusioni sospette, diplomi e lauree comprati legalmente, una scuola pubblica indottrinante e maltrattata collaborano ad escludere la maggior parte delle fasce economicamente piu deboli ad un mondo di opportunità e spazi. La cultura diventa la loro cultura a cui la massa accede per gentile concessione, il bisogno di riconoscersi in uno specifico contesto culturale viene mistificato proponendo una cultura calata dall'alto (inteso come luogo fisico) a cui bisogna allinearsi (per essere di moda!). Se ancora esiste un arte (cultura) più espressamente popolare viene subito fagocitata, masticata e risputata con un altro aspetto (a mio parere la Pop art ne è stato un triste esempio) o addirittura criminalizzata (wrighter ed "imbrattatori vari"), così privata del suo valore identificativo, attraverso tali contaminazioni diventa estranea a molti e un buon affare per altri.

A proposito di buoni affari 2,6 milioni di euro al Museion per le prossime programmazioni! Pagano la Ragaglia e poi ogni anno pagano un altro curatore per allestire degli interventi di valore! Ma allora questa che ci fà lì? E i tagli agli sprechi e una condizione fallimentare fin dalla sua inaugurazione? E i tagli al sociale?

Facciamoci la nostra cultura!!

Il cavaliere inesistente

venerdì 26 agosto 2011

L'ARTE E' MERDA

Il valore delle cose




























L'arte è merda, Piero Manzoni l'ha anche venduta anticipando con la sua performance ciò che oggi è diventata una modalità consueta e predominante.
























L'esperienza estetica legata ai sensi (appunto) si misura con la confezione, una scatoletta d'uso comune, un etichetta semplice e scarna, senza immagini se non le parole che descrivono sommariamente il prodotto. Le parole richiamano anche un altra possibile lettura estetica che sospende e relativizza il valore sensoriale per determinarne un altro più complesso o semplicemente piu articolato. Il contenuto supposto della scatoletta cambia il valore dell'opera o meglio cambia la lettura estetica dell'opera. La merda da un nuovo valore all'oggetto, un valore infine artistico. Il nuovo valore non è legato prioristicamente ne all'aspetto ne al contenuto (significato) dell'opera (la merda) ma al processo mentale che ne scaturisce. La provocazione, lo scandalo, lo shock (per alcuni) sono gli strumenti che innescano il processo. Per allora, forse, un idea geniale come in passato lo furono altre con opere di rottura (Van Gogh, Picasso, Duchamp) di grande valore culturale che hanno cambiato, non da sole naturalmente, il modo di "vedere" le cose. Oggi la provocazione, che personalmente non ritengo strumento prevalente ma occasionalmente rilevante, è diventata un ottimo modo per pubblicizzare l'oggetto da vendere e determinarne il costo sul mercato. Ma quando LA SCATOLETTA DI MERDA è diventata una scatoletta di merda o viceversa quando la scatoletta di merda è diventata una SCATOLETTA DI MERDA? Quando la merda viene venduta ed entra nel mercato. L'imprescindibilità della cultura nella vita dell'uomo rende la stessa un buon mezzo per creare profitti e cosi musica, letteratura, arte figurativa o dell'immagine, poesia, idee, filosofie,etc..valgono sopratutto per il loro prezzo.



Quanto costa realmente una scatoletta di merda? Quanto costa realmente un orinale? Quanto costano realmente dei fantocci di bimbi impiccati ad un albero? Quanto costa realmente una rana in legno crocefissa? Quanto costa realmente un paesaggio dolomitico ad olio? Quanto costa realmente il ritratto del papa? Quanto costa realmente un installazione o una performance?



Il mercato nella sua costante ricerca di profitto ha invaso lo spazio culturale e creativo delle persone, sfruttando e/o guidando (con l'aiuto degli indici di gradimento e la moda) il gusto. La cultura in quanto business diventa importante e i prezzi salgono perchè bisogna guadagnarci: "Senò a cazzo serve la cultura?" direbbero gli attuali governanti. Anche la particolare attenzione, da parte del centro sinistra, al mondo culturale è quantomeno sospetta, sopratutto in particolari soggetti che con alcune specificità della cultura hanno ben poco a che fare.



Così si assiste a paradossi, incongruenze, eccessi che lasciano a bocca aperta, opere dai prezzi spropositati, tendenze sopravalutate, compensi ingiustificabili nell'ambiente (curatori, galleristi, direttori di musei, critici e artisti arrivisti), finanziamenti "curiosi",speculazioni, etc..





Il cavaliere inesistente